Immagini del no. Il reenactment

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IMMAGINI DEL NO. IL REENACTMENT. LE FOTOGRAFIE DI ANNA CANDIANI E PAOLA MATTIOLI

In occasione del cinquantesimo anniversario della mostra Immagini del No (1974) di Anna Candiani e Paola Mattioli, il Foyer del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna ha ospitato, dal 13 novembre 2024 al 12 gennaio 2025, Immagini del No. Il reenactment, a cura di Valentina Rossi. 

Nell’ambito del progetto PRIN 2020 Fotografia femminista italiana l’allestimento del reenactment bolognese è stato ricostruito in 3D per consentirne la fruizione, tramite tour virtuale, anche dopo la chiusura. 

 

Inizia il tour virtuale per esplorare il reenactment in 3D 

La ricostruzione tridimensionale riproduce la configurazione spaziale del reenactment al MAMbo e consente di percorrerne la struttura circolare, osservando da vicino la disposizione dei pannelli e delle fotografie.

Dalla mostra storica alla ricostruzione digitale 

Immagini del No è stata al centro di un articolato percorso di catalogazione, studio e riattivazione. Alla mostra originaria del 1974 si sono affiancati, a cinquant’anni di distanza, il reenactment presentato al MAMbo nel 2024 e la successiva ricostruzione tridimensionale dell’allestimento.

Sono tre livelli distinti, attraverso i quali vengono restituiti non soltanto i lavori fotografici, ma anche il dispositivo espositivo e le relazioni che esso stabiliva tra immagini, spazio e pubblico. I pannelli lignei originali andarono infatti distrutti dopo le prime esposizioni del 1974 e 1975, mentre si sono conservate le 134 stampe fotografiche sciolte e la documentazione relativa alla loro disposizione. Il reenactment fisico e la sua trasposizione in ambiente digitale hanno così consentito di recuperare e rendere nuovamente fruibile un’esperienza altrimenti perduta.

La mostra storica

Immagini del No nasce nel 1974 dalla collaborazione tra Anna Candiani e Paola Mattioli durante la campagna per il referendum abrogativo della legge Fortuna-Baslini, che aveva introdotto il divorzio in Italia nel 1970. Il progetto fotografico prende avvio dalla mobilitazione referendaria, ma amplia il significato del “No” fino a comprendere una riflessione più estesa sulle lotte e sulle istanze della militanza femminista e, più in generale, sulle contraddizioni sociali e politiche del periodo.

La mostra viene presentata alla Galleria Il Diaframma di Milano tra novembre e dicembre 1974, organizzata da Lanfranco Colombo con la collaborazione grafica di Giovanni Anceschi. Le 134 fotografie, prevalentemente in bianco e nero, erano disposte su dieci pannelli lignei alti circa due metri, rivestiti di carta da pacco chiara e e organizzati lungo le pareti curve di un ambiente a pianta circolare della galleria, ideale per valorizzare l’esposizione continua delle immagini.

 

Le immagini erano montate in quattro strisce sovrapposte, corrispondenti ad altrettanti nuclei tematici: 

  • Prima striscia (in alto): le manifestazioni del movimento femminista, nelle quali il “No” all’abrogazione della legge sul divorzio si saldava al rifiuto del ruolo tradizionale della donna, della “famiglia-prigione” e del doppio lavoro, fino alla critica ironica della “civiltà del detersivo” e dell’inflazione galoppante;
  • Seconda striscia: l’occupazione delle case nel quartiere Gallaratese di Milano. Le fotografie di questa sezione erano le uniche a colori dell’intera mostra: una scelta intenzionale delle autrici, volta a sottolineare la stridente e quasi irreale “brillantezza” degli esterni dei nuovi quartieri residenziali, in contrasto con la dura realtà della lotta degli occupanti;
  • Terza striscia: le manifestazioni e la propaganda legate al referendum, attraverso le quali emergeva la riduzione della complessità del dibattito sociale e politico a un segno grafico tracciato su una scheda elettorale;
  • Quarta striscia (in basso): le iniziative sociali e culturali nate dal recupero e dall’uso democratico della Palazzina Liberty di Milano, promosse da gruppi e associazioni spontanee.

 

La disposizione delle fotografie favoriva una lettura simultanea e relazionale, facendo emergere un racconto visivo unitario anziché una semplice successione di singoli scatti. Alcuni pannelli – in particolare i numeri 1, 2, 3, 5, 7, 8 e 9 – presentavano inoltre testi in bianco, tra cui un significativo dialogo tratto dal libro Cenerentola.

Dell’allestimento originario si conservano oggi le 134 stampe fotografiche smontate, insieme alla documentazione relativa alla disposizione dei pannelli e delle immagini nello spazio. Proprio queste fonti hanno reso possibile ricostruirne l’assetto espositivo in occasione del reenactment del 2024.

Il reenactment al MAMbo

Nel 2024, in occasione del cinquantesimo anniversario, il progetto fotografico è stato riproposto al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna nella mostra Immagini del No. Il reenactment. Le fotografie di Anna Candiani e Paola Mattioli, a cura di Valentina Rossi.

Presentata nel Foyer del museo dal 13 novembre 2024 al 12 gennaio 2025, l’esposizione ha restituito la configurazione circolare dell’allestimento del 1974 attraverso la ricostruzione dei pannelli e la ristampa delle 134 fotografie, rispettandone la disposizione e la successione documentate dalle fonti storiche.

Il progetto espositivo nasce dalle ricerche condotte nell’ambito del PRIN La fotografia femminista italiana. Politiche identitarie e strategie di genere, sviluppato in collaborazione tra Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Università di Parma e Sapienza Università di Roma. Le ricerche confluiranno inoltre in una pubblicazione scientifica curata da Cristina Casero e Valentina Rossi ed edita da Silvana Editoriale, prevista per il 2026.

La ricostruzione digitale in 3D

La ricostruzione tridimensionale ha previsto la modellazione dell’allestimento e della configurazione spaziale del reenactment attraverso l’uso integrato dei software Revit, Unity, Blender e Photoshop, traducendo l’esposizione in un ambiente digitale navigabile tramite virtual tour.

Il modello conserva le relazioni tra spazio, pannelli e immagini definite dal progetto curatoriale, configurandosi come strumento di documentazione dell’allestimento e, allo stesso tempo, di accesso all’esposizione anche dopo la sua conclusione nello spazio fisico.

Esplora Immagini del No nella Collezione digitale FFI 

La Collezione digitale FFI consente l’accesso alle le fonti che documentano il progetto fotografico e l’allestimento del 1974.

La collezione mette in relazione materiali oggi conservati in archivi differenti: le 134 stampe fotografiche presso lo CSAC dell’Università di Parma e documenti provenienti dall’archivio di Paola Mattioli, tra cui l’invito e il testo introduttivo della mostra, le fotografie che documentano i pannelli originari e altri materiali utili a ricostruire la vicenda espositiva.

La possibilità di consultare congiuntamente queste fonti permette di approfondire i materiali sui quali si sono fondati lo studio della mostra storica e il successivo reenactment.

 

Esplora i materiali nella Collezione digitale